NextBI – Data Analytics, le cinque regole per trasformare dati eterogenei in business

Enormi quantità di dati provenienti da diverse fonti in questo momento stanno travolgendo imprese di ogni forma e dimensione. Attraverso una guida pratica esclusiva e diverse case history, NextBI e Qlik spiegano i 5 passi per trasformare un rischio in una opportunità di business senza precedenti… grazie alla Data Analytics.

Data Analytics, gestione efficace delle informazioni, Business Intelligence… Chiamatela come volete ma oggi buona parte del presente e del futuro di imprese e manager di ogni forma e dimensione dipende proprio dalla loro capacità di rendere “utile” la valanga di dati e informazioni che ogni giorno, ora, secondo si sprigiona lungo reti e dispositivi aziendali sparsi in ogni angolo del nostro Paese… isole comprese.
Una sfida, una scommessa che non ammette esitazioni o dubbi. La qualità delle informazioni può determinare la buona o la cattiva sorte di una trattativa, una strategia, un processo produttivo, una relazione di valore con un cliente…
Anche e soprattutto per questo, NextBI la BU di Sanmarco Informatica, azienda con oltre 450 dipendenti, da anni, insieme al vendor Qlik, sta giocando la partita delle informazioni intelligenti e ha deciso di sviluppare una infografica appositamente studiata per un target di imprese nevralgico per un Paese come l’Italia, ovvero la manifattura. Una breve guida pratica che spiega – assieme a delle case history – con precisione e semplicità quali sono i 5 passi da compiere per aumentare la produttività e la soddisfazione dei clienti, proprio grazie alla Data Analytics.

 

 

Data Analytics e Business Intelligence, ecco cosa succede «La gestione dei dati che arrivano da fonti molto diverse (IoT, social, clienti, video, fiere…) non deve essere sottovalutata perché può determinare vantaggi ancora inesplorati per le imprese. – racconta Michele Romano, Discovery Quality e NextBI Director -. L’azienda infatti, riuscendo a correlare informazioni eterogenee, può aumentare esponenzialmente il focus sui propri obiettivi e, di conseguenza, la propria competitività, il “grip” sul mercato, sul territorio… Provate, per esempio, a pensare alla difficoltà di condurre una riunione senza i numeri esatti delle vendite, ma anche senza la possibilità di simulare e rivedere in diretta gli scenari di un budget mutevole a fronte delle specifiche esigenze…». Certo la sfida è complessa e, come spiega il manager, parte innanzitutto dalla necessità vitale di avere al proprio fianco persone esperte che sviluppano i modelli di Business Intelligence e che conoscono con precisione i processi aziendali. «In caso contrario – continua Romano – si rischia di finire in una situazione simile a quella di chi sta costruendo una casa e si basa, per gli sviluppi, sulle indicazioni momentanee e contingenti, senza una visione di progetto… Fuori di metafora, se ci si limita ad essere solo reattivi, il rischio più grande è proprio quello di perdere l’occasione per cogliere a fondo i messaggi più importanti che possono arrivare dalla filiera dei dati. Ecco perché, in collaborazione con un vendor per noi strategico come Qlik, abbiamo messo a disposizione una piccola guida in 5 passi che spiega attraverso quale percorso oggi, con una analisi innovativa delle informazioni a disposizione, è possibile rendere efficace il dialogo e il business con i clienti, un modello e un approccio consulenziale che i nostri esperti possono illustrare concretamente anche grazie a varie case history».

 

 

 

Data Analytics e Business intelligence… ma come si migliora la soddisfazione dei clienti?
«Venendo al dettaglio della nostra guida – racconta Romano – possiamo intanto anticipare che sicuramente la relazione con i clienti migliora, aumenta grazie ad una buona integrazione e condivisione dei dati. Sono infatti gli stessi clienti e fornitori che devono partecipare alla creazione e condivisione di queste informazioni. Un esempio in questo senso – spiega ancora il manager – è quello di Gruppo Tecnica, che ha deciso di rendere trasparenti tutti i dati all’interno della propria azienda, adottando dei monitor che sono oggi presenti in tutti gli uffici principali (customer care, produzione…). Una buona parte di queste informazioni sono dunque visibili, in egual misura, da clienti e fornitori. Un processo che è diventato realtà grazie ad una soluzione progettata dai nostri esperti con Qlik Sense®, che ci ha permesso di costruire un Data Warehouse e degli Anaytics Potenziati dove le informazioni sono corrette e verificate prima della distribuzione ai vari enti (interni, clienti, fornitori stessi)».
Dove insomma un tempo il potere veniva identificato con il possesso e la “non” condivisione di una data informazione, al tempo della trasformazione digitale, proprio la trasparenza e la condivisone dei dati rappresentano un passaggio tra i più decisivi nella creazione di una relazione ancora più efficace tra cliente e fornitore e per il miglioramento dei processi interni. Un passaggio che rompe dunque i vecchi sistemi di potere basati sul possesso e la chiusura e che porta le imprese verso un più moderno approccio “open” come appunto passare da un sistema di uffici “chiusi” ad una più funzionale organizzazione per open space… «E’ frequente che i nostri esperti vengano chiamati ad intervenire in progetti già realizzati “internamente o da altre aziende”, ma che comunque non erano mai stati avviati – continua Romano – proprio perchè, nella fase di sviluppo e di passaggio delle informazioni, si perdeva la visione del progetto e la qualità dei dati e, di conseguenza, la loro credibilità. Ci si trovava in riunione con dati e analisi che, provenendo da fonti diverse “non comunicanti” e “perimetrate”, presentavano risultati radicalmente opposti della stessa analisi… La trasformazione di un simile scenario dipende proprio dall’Intelligenza e analisi, in tempo reale, che le soluzioni progettate da NextBI con Qlik Sense® sono in grado di offrire. Gli analytics potenziati devono innanzitutto verificare, come detto, integrità e correttezza di un dato prima che venga distribuito. Questo tipo di intelligenza istantanea oggi è possibile metterla in funzione con progetti rapidi e strutturati. Due qualità che gli imprenditori e i manager di imprese chiave per il tessuto economico italiano, come quelle del mondo manifatturiero, apprezzano in maniera crescente. Si parla infatti di aziende innovative e realtà di business con una sensibilità molto spinta sui ritorni degli investimenti e sui vantaggi concreti che una tecnologia è in grado di portare in un magazzino, in una piattaforma logistica, in una struttura amministrativo/finanziaria, in tutti i processi produttivi e operativi… ed oggi per questo tipo di aziende assumono sempre più un ruolo fondamentale anche la misura delle prestazioni, i sistemi di Budget e gli Analytics Potenziati in ambito IoT… Un linguaggio nuovo, basato sui processi in abbinamento alla tecnologia, di cui occorre assolutamente tener conto soprattutto a fronte dell’esplosione di un mercato come quello dell’Internet delle cose che va proprio a trasformare l’rganizzazione e le performance del mondo operation e della produzione».

 

Proprio l’Italia è infatti il Paese della manifattura…come si aiutano dunque queste aziende a trarre valore dai dati e con quali strumenti? 

«In realtà… oggi il problema principale non sono i dati o le tecnologie – conclude Romano -, ma la capacità delle persone di leggere e trasformare i dati in informazioni e quindi di poter decidere avendo fiducia e credibilità delle informazioni di cui si dispone. Un esempio in questo senso è la soluzione NextBI Budget, che permette di definire gli obiettivi e condividere la strategia aziendale, con tutto il management, migliorando l’efficienza e l’efficacia delle azioni grazie anche agli Analytics Potenziati di Qlik che misurano tutte le metriche e i kpi. Un altro caso è rappresentato dall’applicazione NextBI IoT Platform. Si tratta di una soluzione che permette alle aziende di avere un’analisi puntuale dei costi e dei consumi all’interno dei propri stabilimenti, ma anche per la verifica del funzionamento degli impianti tramite gli algoritmi predittivi. Un processo che permette di passare quindi da una gestione pseudonominale dei centri di costo, appannaggio cioè di pochissime persone, ad una informazione puntuale che arriva direttamente dagli impianti e viene messa a disposizione di più figure. Oltre a questo l’applicazione permette anche di monitorare i prodotti venduti ai clienti grazie all’adozione di specifici sensori che possono determinare in modo predittivo eventuali anomalie e quindi proporre dei servizi di manutenzione post-vendita… Una rivoluzione semplice e possibile soprattutto per il mondo manifatturiero da cui molte delle sorti del nostro Paese dipendono».

 

Pietro Scaligeri

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